Valentina Marchei, il Diamante che brilla di tenacia
Pubblicato dic 22 in Olimpiadi Invernali, Pattinaggio Artistico, Primo Pianoby CrystalPrint

L’ ha sempre sostenuto, Valentina Marchei, che tutto è possibile, basta volerlo. Ne è convinta lei, ne siamo persuasi noi, ne è conscia la Federazione.
Una ragazza dalla tempra forte e dal carattere ancora più forte. La stessa forza che ha consentito a Valentina di pattinare, di cadere, di rialzarsi, di ricominciare, di conquistare l’ Oro nazionale e di andare a bussare alle porte della Federazione chiedendo e facendo giurare che il biglietto per le Olimpiadi dipenderà solo e solamente dai risultati di quest’ anno.
Tenacia. Valentina è un concentrato di tecnica e di tenacia, è innegabile ed è uno dei suoi più grandi meriti. Valentina combatte, non si dà mai per vinta, ha una incredibile forza psicologica e una lungimirante lucidità mentale, tutte qualità notoriamente necessarie per il successo a 360° di un atleta e tutte qualità notoriamente invidiate dalle altre pattinatrici.
E’ assodato che la vittoria si costruisca, prima di tutto, sulla volontà di vincere, di fare bene, di superare gli ostacoli, di recuperare dopo un infortunio, di rialzarsi dopo una caduta, anche quando fa male, anche quando le lacrime scendono incessantemente dagli occhi e l’ unica cosa che passa per la testa è quella di mollare tutto e di rintanarsi nel proprio ego alla ricerca di sè stessi.
Valentina, questo, lo ha capito da tempo: combattere, caombattere, combattere sempre, non mollare mai, guardare onestamente a sè stessi senza prendersi in giro perchè sarebbe nocivo per i propri obiettivi. Valentina ha capito cosa lei può fare e cosa no, quale sia il suo best e che cosa sia da evitare, e questo è segno di una sentita maturità che prelude grandi successi.
Valentina è matura. E, tra le altre cose, è anche pronta a divertirsi pattinando sul ghiaccio. Con il tempo, i successi e le cadute, ha imparato a gestire i frattali di vita che le accadono intorno in cui lei è protagonista. Valentina è pronta a divertirsi e far divertire. E non è forse questa la condizione ottimale per un atleta?
Foto: lh3.ggpht.com
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