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Olimpiadi Vancouver 2010: Quanto vale un Salto Quadruplo

Pubblicato feb 07 in Combinazione Salti, Olimpiadi Invernali, Primo Piano, Tecnica Pattinaggioby CrystalPrintText Resizer Text Resizer
Ice Skating

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Le Olimpiadi di Vancouver 2010 sono ormai alle porte il pattinaggio artistico è pronto a recitare un ruolo da protagonista in questo evento canadese. Un evento campale per il pattinaggio di figura che quest’ anno schiererà in pista atleti altamente competitivi sia nel femminile (Yu-Na Kim e Mao Asada in testa), sia nel maschile dove i pretendenti alla medaglia d’ oro sembrano essere in grande quantità: Evgeni Plushenko, Brian Joubert, Stephane Lambiel, Evan Lysacek, Patrick Chan e Johnny Weir hanno già nettamente dichiarato la loro volontà a salire sul primo gradino del podio.

Nel grande calderone dei favoriti c’è sicuramente chi si distingue un pò di più, ma a ben guardare, non si può non essere d’ accordo con quanto afferma Brian Orser: “(La battaglia è) completamente aperta. Non mi sento di mettere nessuno già sul podio e di garantirlo con la mano sul fuoco
Alle Olimpiadi, del resto, (e nessuno lo sa meglio di Brian Orser), tutto può accadere.

C’è però qualcosa che occorre analizzare ancora prima che i Giochi abbiano inizio perchè sembra che stia diventando il filo conduttore degli stessi e che, forse, potrebbe essere la base del metro di giudizio che verrà utilizzato in Canada: il quadruplo salto.
Alla continua ricerca della prestazione migliore, del superare i limiti del corpo, del giudizio e della fisica, gli uomini del pattinaggio internazionale si sono dati appuntamento a Vancouver, nella fossa dei leoni, per mostrare a tutto il mondo il risultato innovativo di un lavoro durato quattro anni: il salto quadruplo su cui, nessuno escluso, hanno provato a lavorarci almeno un pò, o provato per lo meno a capirlo, a viverlo, ad abbandonarlo in certi casi.

Da un lato, un redivivo Evgeni Plushenko che, dopo tre anni di stop, torna giusto i tempo per mostrare al mondo che il quadruplo salto è possibile. Insaziabile di medaglie d’ oro, dopo il primo gradino conquistato a Torino 2006, Zhenya ci riprova e prova a stupire con una combinazione di salti, un quadruplo Toe Looptriplo Toe-Loop che ha lasciato a bocca aperta il pubblico di Russia. Oro, ovviamente, anche questa volta e un ottavo Titolo Nazionale russo a fine dicembre, che è parso un prezioso regalo di Natale in attesa di febbraio.
Le cose sono andate secondo i piani, ma la cosa più importante sono le Olimpiadi” – dichiarato il campione russo che sta raccogliendo l’ adrenalina per Vancouver.

Dall’ altra parte del mondo, il freschissimo campione americano Jeremy Abbott, pure lui autore di uno stupendo quadruplo, ha ammesso di non essere troppo entusiasta del ritorno di Plushenko sulle piste da ghiaccio internazionali. “Quando ho sentito che Plushenko sarebbe tornato, non sono stato proprio euforico. Lui è sempre un pò “intimidatorio” – ha dichiarato il nuovo campione a stelle e strisce che ha messo dietro di sè Evan Lysacek e Johnny Weir, e ha aggiunto – Io non riesco proprio a vederlo fuori dal podio.

Dalla “Terra di Mezzo”, intanto, due pattinatori di nome Stéphane Lambiel e Brian Joubert si preparano a conquistare una parte di podio tutta europea. Nello specifico, lo svizzero incontra il favore di Brian Orser che ha dichiarato: “Ci sono almeo sei pattinatori in grado di contendersi la medaglia più preziosa, ma se dovessi scommettere su uno in particolare direi Stephane Lambiel: l’ ho visto pattinare a Toronto durante un allenamento e penso sia perfetto per l’ evento. In più, lui ha un salto quadruplo.

Gira e rigira, si ritorna lì. A quel salto quadruplo a cui Patrick Chan ha rinunciato e al quale i giapponesi Daisuke Takahashi e Nobunari Oda guardano come ad un miraggio, oltre all’ autosider atleta ceco Tomas Verner che forse il quadruplo potrebbe avercelo…

Alla fine, potrebbe ridursi tutto ad una disperata corsa al salto quadruplo come sinonimo della corsa all’ oro, rigorosamente olimpico. Anche se forse, con le performance intese in questa chiave eccessivamente tecnica, non si rischia forse di attentare alla vita di quella, più coreografica, del programma in sè più che dei suoi singoli elementi?

img|www.northlandcathedral.org
via|icenetwork

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