Evan Lysacek VS Johnny Weir – AtlEtica VS Estetica
Pubblicato gen 28 in Biografie e Palmares, Olimpiadi Invernali, Primo Pianoby CrystalPrint

Johnny Weir Evan Lysacek
Quando mancano meno di tre settimane alle Olimpiadi di Vancouver 2010, il ghiaccio americano si fa rovente. In guerra dichiarata Evan “The Body” Lysacek e Johnny “The Performance” Weir, come abbiamo deciso di soprannominarli noi.
Messo da parte per un attimo quel Jeremy Abbott capace di strappare ai due contentendi la vittoria ai Nazionali, ma non i riflettori, tra Evan e Johnny la battaglia continua e il pattinaggio artistico gode.
La Storia del pattinaggio su ghiaccio americano (e non solo), del resto, si alimenta di duelli all’ ultimo sangue, a palla ormai celebre “Battle of Brians” tra Briann Orser e Brian Boitano, fino alla più recente saga tra Tonya Harding e Nancy Kerrigan. Fino ad arrivare ai giorni nostri in cui, sfumata Sasha Cohen all’ appello di Vancouver, rimangono i due pilastri del pattinaggio maschile, vale a dire Johnny Weir ed Evan Lysacek.
Ma, se nei casi precedenti si parlava di sfide, di battaglie tra protagonisti di ugual talento ed estrane artistica se non simile, almeno convergente, qui si parla di due mondi completamennte diversi di pattinaggio su ghiaccio. Due rette parallele. Due interpretazioni antipodiche. Due direzioni contrarie dello stesso sport. Due differenti modi di vivere il pattinaggio e, probabilmente, anche la vita stessa.
Da un lato l’ eclettico Johnny Weir che continua a giocare con il ghiaccio, la tv, la sessualità (le foto riportate su BlackBook che lo ritraggono sui tacchi a spillo sono ormai scolpite nella storia) e sè stesso in un magico Candy Shop fatto di luccicanti movenze e duro lavoro, tutto rigorosamente sotto i riflettori minuto dopo minuto, respiro dopo respiro.
Dall’ altro lato, il calibratissimo Evan Lysacek che punta alla tecnica impeccabile come ad una raggiungibile utopia in un mondo perfetto dove tutto ha esattamente una causa e una conseguenza, un come e un perchè, una smorfia e un sorriso, dove c’è un equilibrio stabile in grado di combattere il caso (e batterlo).
Parlare di questi due mondi equivale a parlare di Etica contro Estetica, anzi di “AtleEtica” a confronto con l’ Estetica. A ridosso delle Olimpiadi viene da chiedersi: “E chi vince tra le due?” La Storia, in questo interrogativo campale, ci è saggia consigliera tanto da suggerirci che il successo è come la verità, non si taglia mai con un taglio netto.
img|song2sing.livejournal.com
via|NYM
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