Carolina Kostner, la Principessa prigioniera dei draghi
Pubblicato dic 22 in Olimpiadi Invernali, Pattinaggio Artistico, Primo Pianoby CrystalPrint
Parliamoci chiaramente. Quello che più spaventa della prestazione di Carolina Kostner ai Campionati Italiani di Brescia, non è il risultato nè le cadute, ma il suo attuale stato di “non-grazia”, percepibile anche da un occhio inesperto.
Elegante si, certo, veloce pure, aggraziata. Ma questo, ora come ora, non basta.
Perchè, se è vero che bisogna guardare al futuro, è anche sacrosanto che il futuro si costruisce nel presente. Ed è prorprio questo presente che dovrebbe mettere in allarme, soprattutto quando affonda le sue radici in un recente passato neppure troppo incoraggiante.
Carolina Kostner sale sul secondo gradino del podio dietro la tenacia di Valentina Marchei, in questa occasione brillante come un diamante ricco di carati. Carolina Kostner, purtroppo, non convince.
Appannata e claudicante sul sopportare la pressione della gara, Carolina appare debole, fragile, a tritti irriconoscibile. Come la Firenze di Dante, ammalata che si gira e si rigira nel proprio letto sperando di trovare sollievo, Carolina ha provato a cambiare tutto, vita, allenatore, location, convinta di riuscire a recuperare il regno perduto. La Principessa del ghiaccio, però, è ancora persa nel bosco dell’ insicurezza e della gestione dello stress, in preda a draghi che minano la sua sicurezza e che la tengono prigioniera di sè stessa e, forse, delle circostanze.
La liberazione dai fantasmi è un percorso lungo e accidentato e l’ assimilazione della nuova condizione è un processo lungo, come Carolina stessa dichiara, ma adesso il tempo stringe. Mancano poco più di 50 giorni alle Olimpiadi Invenali e la condizione non sembra migliorata.
Questa volta non ci sarà valoroso cavaliere in grado di salvare una Principessa in balìa della sua stessa cariacea paura di rappresentare degnamente quello che ha scelto di essere.
Bisogna svegliarsi, crescere, maturare.
Non ci sarà il bacio del Principe azzurro a risvegliare Carolina dal torpore in cui è crollata, non ci saranno cavalieri a tranciare le catene che la tengono segregata e sotto pressione, non ci saranno zucche fatate in grado di farla fuggire nel momento cruciale, non ci saranno validi topini a costruirle il vestito e l’ impalcatura necessaria per conquistare la sicurezza necessaria per andare al ballo di Vancouver.
Quelli sopra citati sono solo “servizi aggiuntivi” ad un prodotto che deve costituirsi in quanto tale, con una qualità buona, più che buona, prima di esser impacchettato e spedito in Canada.
E’ questo che Carolina deve capire. E’ questo che i suoi sostenitori sperano. E’ questo che, probabilmente, la Federazione vuole.
Ed è questo che Carolina pensare per poter finalmente indossare la brillante corona di Principessa del reame.
Foto: www.figureskatingwallpapers.com
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